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Friday, October 5, 2012

Venezuela: ora o mai più.

Domenica 7 Ottobre si terranno in Venezuela le Elezioni Presidenziali, che rischiano forse di essere le ultime a Caracas, come ha minacciato il giornalista televisivo Miguel Pérez Pirela sull' emittente statale VTV il 23 Settembre: "Se vincerà Capriles (opposizione antichavista), sarà guerra civile". In effetti, mai come questa volta la "dittatura democratica" di Chavez sembra finalmente vacillare, come confermano i sondaggi non statali ed indipendenti che vedono in vantaggio l'ex-governatore dello Stato di Miranda, Henrique Capriles Radonski, a capo di una larga coalizione. Di origini israelite (e per questo più volte attaccato dai media e dai partiti chavisti), ma Cattolico, ha più volte dichiarato di voler porre fine alle intese anomale e sospette con Bielorussia ed Iran, di far cessare la distribuzione praticamente gratuita del petrolio a Cuba (attualmente pagata in cambio di servizi nel campo sanitario, infermieri, per lo più, e qualche medico) e di togliere ogni appoggio logistico e militare ai terroristi comunisti delle FARC in Colombia, accellerando il processo di pace in quel paese. Vuole inoltre dedicarsi a risolvere il problema della criminalità, che pone il "paradiso di Chavez" tra i paesi più insicuri al mondo, con 19.336 morti solo nel 2011, un cittadino venezuelano ogni mezz'ora, e 97 su 100 restano delitti impuniti. E decentralizzare e destatalizzare lo Stato.
Ma da tempo le organizzazioni legate al Partito Socialista Unito (PSUV) si sono mosse per costringere gli indecisi a votare Chavez, minacciando diverse punizioni in caso di sconfitta, come lo sfratto dalle case popolari della Missione Vivienda o la perdita del lavoro; in Venezuela, infatti, gli elettori sono obbligati a registrare le impronte digitali presso strutture governative, rendendo facilmente controllabili eventuali traditori della rivoluzione chavista. Come avvenne già nel 2004, quando in migliaia persero il lavoro ed aiuti statali per essere stati scoperti nel voto contrario. 
Ed inoltre gruppi armati Tupamaros ( legali in Venezuela ed al governo con Chavez, MRT) o similari hanno intensificato raid nelle città, sparando anche sulla folla, come successo qualche giorno fa ad una manifestazione in favore di Capriles, uccidendo tre persone.
Dunque, oltre ai probabili e numerosi brogli elettorali che saranno sicuramente attuati dagli attivisti chavisti, se anche Capriles dovesse vincere, la situazione nel dopo elezioni resterà veramente in bilico, con possibili sviluppi violenti, se non estremi. Difficile che Chavez accetti la sconfitta...

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